racconti

Could you be mine?

Il bacio è immortale. Viaggia da un labbro all’altro, da secolo a secolo, di età in età. Uomini e donne raccolgono questi baci, li offrono agli altri e poi muoiono a loro volta.
-Guy de Maupassant

Due tizi entrano in un bar, il calore li abbraccia costringendoli a togliersi le giacche pesanti e le sciarpe. All’improvviso le loro orecchie vengono sfiorate da un concerto live in acustico. Rafael dice a Dafne di andare a prendere posto per poi aggiungere: -Intanto io vado a prendere ad bere. Il solito per te? -. La ragazza annuisce e si dividono. Trova posto in fondo alla sala, ma del resto erano usciti solo per passare un po’ di tempo insieme. Qualche istante dopo vede Rafael farsi strada tra la folla. Le porge la birra e le dice: -Una estrella per lei, señorita. -. L’amica lo ringrazia e gli fa segno di sedersi.
Il chitarrista suona brani di qualsiasi genere passando dai Tequila a Silvio Rodrigéz; generi che fanno parte del suo repertorio.

Rafael le dice: -Senti che accento argentino che ha! -. Dafne lo nota solo ora che l’amico gliel’ha detto. Assurdo. La giovane si perde nei suoi pensieri pensando ad un viaggio che vorrebbe fare. Lei vuole perdersi per una città nuova e vedere se succede qualcosa di bello com’è successo lì a León; vedere se trova persone fantastiche come quelle che ha trovato lì.
Ad un tratto Rafael la strappa da quei pensieri e le domanda: -A cosa stai pensando?-. Dafne sorride e gli spiega: -Vedi, mi piacerebbe partire di nuovo per un’altra città… Tornare a Pontevedra… -. Il ragazzo tace un secondo come a pesare le parole e le emozioni. “Perché vuole andare via? Cosa le manca qui?” le voleva chiedere ma le labbra pronunciano un semplice: -Perché?-. Allora Dafne riflette sulla risposta, anche lei pesando parole ed emozioni: -Beh, l’ultima volta che ci sono stata mi sono trovata davvero bene e vorrei rivedere l’oceano… Quando ero alla Lanzana mi sentivo libera, idem nei castros celtas… -. I suoi occhi si tingono di una velata malinconia.
Tra i due si fa strada un momento di silenzio riempito solo dal suono della chitarra. Rafael non dice più nulla come a voler lasciare l’amica ai suoi pensieri; come a voler stare solo un momento con i suoi pensieri.
Il chitarrista inizia ad intonare “Dime que me quieres”.

Hay una cosa que te quiero decir / que es importante al menos para mí /
toda la noche estuve sin dormir / porque una frase de tu boca quiero escuchar/
ah, dime que me quieres //

Per cantare queste parole Dafne si volta verso Rafael. Il ragazzo sorride nel vederla così felice e arriva a pensare “Sei bella e non sai nemmeno di saperlo”. Glielo vuole dire, sente queste parole scoppiargli in petto, arrivargli in gola e morire.
Questa canzone fa loro da sfondo. Entrambi ignorano che il destino l’ha suonata proprio per loro. A fine brano Dafne confessa al ragazzo: -Sai, mi piacerebbe che qualcuno mi notasse tra la folla… -. La malinconia torna a farsi strada nel suo sguardo. In quel momento Rafael decide di alzarsi e andare verso il parco. Dafne lo segue con lo sguardo. Il giovane si avvicina al musicista e gli sussurra qualcosa all’orecchio. Il musicista sorride gli lascia campo libero; si avvicina al microfono annunciando: -Bene, cambio di programma: mi è stato chiesto un favore a cui non posso rifiutare quindi, – si volta verso Rafael – tratta bene questa chitarra e buona fortuna! -. Dafne non capendo cosa stia succedendo, si fa strada anche lei fino al parlco. Vede il suo amico sul palco e sorride.

timidamente e fa una breve presentazione: -Questa canzone la dedico ad una persona che sta tra il pubblico. -. Fa l’occhiolino in direzione di Dafne e lei sorride di nuovo.
Una volta accordata la chitarra inizia a suonare. Le dita si muovono veloci sulle corde. Chiude gli occhi come se così facendo la canzone potesse arrivare dritta al cuore dell’amica. Inizia a cantare e le parole gli escono come un fiume.

Let your hair down, girl / drop your problems at my door / I can read those eyes //

Dafne è in prima fila a cantare con lui. In quel momento sente qualcosa smuovere il suo cuore; sente che delle nuove emozioni si stanno offrendo alla sua anima.

We both are afraid to take a chance / we both have got the same questions /
could you be mine? //

Capisce che quello che sta provando è qualcosa di simile all’amore. Simile perché l’amore si scopre vivendo e non da un momento così. Simile perché l’amore si scopre pian piano. Simile perché lei odiava abusare della parola amore.
Rafael finisce di suonare il brano. Ringrazia gli spettatori che lo applaudano e si complimentano con lui; ringrazia anche il chitarrista che ha reso possibile questa dichiaraizione nascosta. Scende dal palco e vede Dafne avvicinarsigli. Lei lo abbraccia e gli sussurra: -Andiamo a fare quattro passi? -. Rafael accetta. Vanno al tavolo, riprendono giacche e sciarpe; escono dal locale e s’incamminano per la parte vecchia della città.
Camminano in silenzio, come se nessuno dei due volesse rompere l’incatesimo del momento. Arrivano fino in Plaza Mayor.
La piazza è illuminata dalle farolas e le uniche persone lì presenti sono loro. Dafne allora gli domanda: -Perché hai suonato quella canzone? -. Il ragazzo fa spallucce e le risponde con un’altra domanda: -Ti è piaciuta? -. L’amica annuisce e gli dice: -Odio quando mi rispondi con un’altra domanda… -. Rafael allora le spiega: -Sapevo che era la tua preferita… ed ho deciso di suonarla per te. -. Le ultime parole le maschera in un sussurro.
-Beh, gra… – non la lascia finire e la bacia.

-E questo? – gli domanda lei.
-Mi andava… e poi era il momento giusto per farlo. – le sorride timidamente.
-Beh, sappi che è stato davvero gradito… -.
Si baciano ancora e ancora fino a diventare un tutt’uno con l’oscurità della notte, con la luce delle stelle, con il silenzio dell’amore.

Angelica

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