pensieri

22.09.2019

Ieri sono passata davanti alla vecchia scuola media in cui passai ben tre anni della mia vita: i peggiori da ricordare. Fortunatamente ieri c’era con me un mio amico e quando ha visto che avevo gli occhi pieni di lacrime mi ha chiesto cosa stesse accadendo; di fatto non era accaduto nulla.

Allora ho iniziato a raccontargli di tutto ciò che mi accadde: dell’isolamento (in parte voluto, in parte no) da parte di quelle persone che reputavo amiche; degli insulti ricevuti dai ragazzi per il semplice motivo che non fossi magra e non avessi voglia di depilarmi (perché sì, a 12 anni avevo altri bisogni ed altre esigenze!).

Per non parlare dei professori che mi facevano pesare il fatto che non fossi brava in matematica o nel ragionamento logico-matematico. Come fai a dire ad una ragazzina di 12 anni che non ha un futuro perché non sa risolvere una formula di matematica? Magari c’è un problema di fondo, no? E questo problema di fondo c’era e c’è solo che hanno preferito non notarlo e non dire niente ai miei familiari.

Somatizzavo tutto con emicranie assurde che non mi facevano alzare dal letto la mattina ma il problema ero io che non avevo voglia di studiare o di andare in una classe di merda dove non mi sentivo mai accettata per il semplice fatto di essere “grassa”.

GRASSA, chissà perché fa ancora male pensare a questa parola; chissà perché fa ancora male nonostante mi sia finalmente accettata. Forse perché non è una cosa da dire ad una ragazzina che sta ancora costruendo la sua autostima e che sta ancora scoprendo chi è. Alle medie ne ho passate tante, troppe. Le uniche vie d’uscita erano il nuoto, la scrittura e i libri fantasy.

Per assurdo ero quella che praticava più sport in classe e ci tengo a sottolinearlo.

Sapete cosa? Vorrei dire alla me del passato di lasciar perdere quelle persone che le hanno fatto del male perché il futuro che l’attende è meraviglioso e pieno di persone bellissime che sapranno trattarla bene e amarla.

Tra l’altro mi capita di incontrare queste persone di tanto in tanto. Inutile dire che mi guardano aspettando un saluto da parte mia però dopo tutto il dolore che mi hanno causato le ignoro e proseguo a testa alta.

Angelica

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