poesia

9.02.2019

L’urlo della crisalide
è oscurità e solitudine,
come una bomba
mi stravolge i sensi.

Mi ricordo il giorno in cui ti allontanai
dalla mia vita,
indossavo la mia gonna preferita
e le note di un sassafono
riempivano di passi la via.

Nascosta in canonichetta piangevo.
Ogni lacrima era una fugace farfalla
impossibile da intrappolare
in un sorriso.

Quel giorno sentivo di aver ucciso
quella sensazione di leggerezza
di cui necessitavo.

Tutt’ora sento il peso della lontananza
tu eri Eros, un giocherellone;
io sono Fortuna, accecata dalle tue frecce

e provo ad andare avanti,
a guardare oltre la cecità
ma nel buio dei miei sensi
la mia anima vede solo te.

Ti sei presentato come Amore,
ti sei rivelato Ade.

Angelica

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