pensieri

Cambiamento

Dal titolo questo articolo potrebbe sembrare un racconto; in realtà è solo un pensiero che voglio condividere con il mondo.
Ho sempre avuto problemi ad accettarmi perché non sono mai stata magrissima. Sono sempre stata in carne. All’asilo ed alle elementari non mi è stato fatto pesare poi più di tanto. Alle medie… Dio, che pasada! Hanno iniziato a prendermi in giro con parole poco carine e, cosa assurda, gli insulti venivano dai ragazzi.
Poi io zitta non riuscivo a stare. Ne avevo parlato sia con i professori (di cui la maggior parte se n’è lavata le mani) e con i miei genitori. Fortunatamente non sono caduta nei problemi dei disturbi dell’alimentazione perché appunto le ragazze della mia classe, la mia famiglia e determinati professori mi hanno aiutata. Che poi c’è una cosa che non capisco. Io sono sempre stata tranquilla. Mi mettevo nel mio angolino a leggere o scrivere e questi ragazzini venivano a infastidirmi e ad insultarmi…
L’anno peggiore è stata la terza media perché in quell’anno era arrivato un nuovo compagno di classe e, si sa, i maschi (soprattutto in quel periodo della vita) sono degli idioti patentati che seguono il leader per farsi accettare.
In prima superiore inizio a praticare arti marziali. In squadra mi sentivo accettata anche se c’erano un paio di elementi con la quale non andavo particolarmente d’accordo. Si vedeva che non ci sopportavamo. Poi in gara ci hanno messa nella stessa categoria. Tre cinture arancioni della stessa squadra a sfidarsi per il primo posto sul podio. Tutti portiamo la stessa forma e a fine gara succede l’assurdo. Nominano il primo posto ed ero io. Il ragazzetto so tutto io della squadra era stato sconfitto dalla grassa della squadra e le testuali parole che uscirono dalla sua bocca furono: “non ti meritavi quella medaglia”. Lui e i suoi compari hanno continuato a prendermi per il culo fino alla blu. Mi hanno anche presa per il culo ad una pizzata perché, INCREDIBILE, stavo mangiando.
Con gli anni le cose in squadra stavano migliorando… peccato che arriviamo alla maturità ero così stressata che non riuscivo più ad andare agli allenamenti a causa degli orari e stavo male perché non mi trovavo più con gli allenatori. Quindi ho cambiato disciplina. Nella nuova squadra mi sono sentita accolta. All’inizio ero l’unica ragazza poi se n’è aggiunta un’altra ed ora siamo buone amiche. Ad ogni modo, l’età media era ed è leggermente più alta e proprio per questo mi sono sentita molto meglio: accettata.
Grazie a questa disciplina ho imparata ad amarmi, a non sottovalutarmi ed ho capito che “il silat non è disperazione” come dice il mio nuovo istruttore. Dopo la matura intraprendo il mio viaggio in Spagna e lì capisco chi sono (non ringrazierò mai abbastanza il destino per avermi portata fino a lì). Quindi si arriva a questa estate.
Tra ragazze che si autoproclamano lo stereotipo della bella ragazza e i miei pensieri scopro di essere BELLA. Io so di essere bella, mi sento bella. La mia autostima è incrementata come lo share di amici e nessuna ragazza troppo gonfiata può farmi cambiare idea.
Ora riesco ad indossare i vestitini estivi, le gonne, i crop top e i pantaloncini senza farmi problemi. E la cosa assurda è che l’ho capito da sola. Finalmente riesco ad essere interamente me stessa, sia in estate che in inverno. Riesco ad amarmi e a sentirmi amata. Finalmente ho raggiunto una coscienza di me stessa che fino a qualche anno fa non c’era.

Angelica

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